#Privacy – ” La cultura di protezione dei dati personali “


Intervento del Presidente del Garante per la protezione dei #dati #personali

La capacità di proteggere i dati personali deve rappresentare per le imprese non tanto e non solo un obbligo giuridico quanto, piuttosto, un requisito preferenziale, un asset competitivo. Questa prospettiva, che viene già oggi favorita dalla crescente domanda sociale di cittadini sempre più consapevoli del valore dei propri dati, sarà resa ancora più determinante dalla capacità performativa del Regolamento europeo 2016/679 che nasce con l’obiettivo dichiarato di sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ma anche di realizzare un “clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale in tutto il mercato interno”, promuovendo “la certezza giuridica e operativa tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche”.

Secondo uno studio presentato a fine 2017 da Accenture, l’Italia è tra i dieci Paesi al mondo più colpiti dai crimini informatici: nell’ultimo anno, i costi del cybercrime sono cresciuti del 23% rispetto all’anno precedente ( Le aziende dei settori finanziario e dell’energia sono le più colpite )

L’intera trama normativa del nuovo Regolamento è improntata all’obiettivo di adeguamento all’evoluzione tecnologica, basta pensare alle caratteristiche sconvolgenti dei big data, dell’Internet delle “cose” e dell’intelligenza artificiale, che indeboliscono l’efficacia di strumenti tradizionali – quali ad esempio il consenso informato – su cui ha sinora ruotato la normativa Privacy.

Un’importanza fondamentale assume con la nuova disciplina la prevenzione del rischio mediante la responsabilizzazione del titolare (il principio di accountability), l’introduzione di istituti nuovi come la “valutazione d’impatto” per trattamenti di dati che presentino rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone, il rafforzamento dei diritti degli interessati e delle misure di tutela e sanzionatorie.

Confidential word cloud concept

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Un’essenziale innovazione è costituita dalla figura del responsabile della protezione dati (R.P.D.), che assolve anche una funzione preventiva, nella misura in cui orienta l’organizzazione aziendale verso modelli virtuosi dal punto di vista della protezione dati, sensibilizzando e formando il personale, sorvegliando sullo svolgimento della valutazione d’impatto e cooperando con l’autorità. Considerata la rilevanza assunta da tale figura per una corretta attuazione del Regolamento, il garante ne ha consigliato la designazione anche al di fuori dei casi di obbligatorietà (Pubbliche amministrazioni e titolari che svolgano trattamenti di dati sensibili su larga scala o inerenti il controllo sistematico degli interessati).

(fonte : sito Garante per la protezione dei dati personali )